Casa Museo Spazio Tadini: memoria e rinnovamento

La Casa Museo Spazio Tadini custodisce la memoria di uno degli artisti ed intellettuali italiani più significativi del Novecento, nel pieno rispetto del suo talento e della sua poliedricità.

Definito da Umberto Ecouno scrittore che dipinge, un pittore che scriveEmilio Tadini, è stato infatti scrittore, pittore, critico d’arte, poeta, drammaturgo, giornalista e, soprattutto, un intellettuale civilmente impegnato. La casa museo che porta il suo nome ne rispecchia a pieno la figura. Al suo interno, oltre alle opere ed all’archivio dell’artista, trovano posto: una biblioteca, una ricca collezione d’arte e design, alcuni strumenti dell’arte tipografica del secolo scorso, mostre temporanee e numerose attività culturali.Casa Museo Spazio Tadini

 

La Casa Museo sorge negli spazi della tipografia e casa editrice storica Grafiche Marucelli, appartenuta al padre di Emilio Tadini. In tale casa editrice venivano editati e stampati i primi giornali economici come L’impresa moderna (1912) e Il Corriere Agricolo Commerciale. E vi svolse il suo tirocinio Angelo Rizzoli, fondatore dell’omonimo impero editoriale.

Emilio Tadini

Figura centrale della vita culturale italiana del Novecento, Emilio Tadini è nato nel 1927 a Milano. Cresciuto tra gli inchiostri della tipografia di famiglia, ha iniziato la sua attività letteraria giovanissimo: a vent’anni pubblica infatti La passione secondo Matteo sulla rivista Il Politecnico di Elio Vittorini e vince il premio Serra con alla giuria Montale, Solmi e Muscetta. La sua passione per la scrittura lo conduce a pubblicare saggi, romanzi, poesie e monologhi oltre che a tradurre importanti autori del Novecento come Stendhal, Ezra Pound, Eliot, Céline, Faulkner per la Einaudi e altri editori.

Casa Museo Spazio Tadini - IRa per Bolaffi Arte

Comincia ad esporre le sue opere d’arte visiva negli anni Sessanta ed approda alla Biennale di Venezia per ben due volte (1978 e 1982). Dal 1997 al 2000 è presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il suo lavoro pittorico si sviluppa in diversi cicli, con un linguaggio pittorico dalla forte impronta simbolica e una costruzione dell’immagine in cui ricordo e realtà, tragico e comico si combinano, si sovrappongono e interagiscono tra loro.

È scomparso nel 2002, ma la sua figura è ancora oggetto di studi: nel 2004 la Fondazione Corriere della Sera ha organizza il convegno Le figure, le cose a cui hanno partecipato intellettuali e studiosi del calibro di Ferruccio de Bortoli, Umberto Eco, Paolo Fabbri, Arturo Carlo Quintavalle, Valerio Adami.

Nel 2023 Valerio Millefoglie gli ha tributato un ricordo (Emilio Tadini. In fondo allo stanzone oscuro delle visioni) in occasione dei cento anni dell’Università Cattolica di Milano, in cui l’artista si era laureato.

Casa Museo Spazio Tadini: il passato e il presente si incontrano

La struttura apre nel 2008 grazie all’associazione Spazio Tadini, fondata da Francesco Tadini, figlio dell’artista ed operatore culturale a tutto tondo e Melina Scalise, giornalista e curatrice d’arte e dell’archivio di Emilio Tadini.

La Casa Museo Spazio Tadini sorge in uno dei primi edifici in cemento armato della città di Milano, risalente agli anni Venti. Mantiene la sua natura di abitazione ma anche di luogo della memoria. Tra gli strumenti tipografici di pregio, per esempio, custodisce uno dei cinque esemplari esistenti in Italia di torchio a stampa Amos Dall’Orto. Nella biblioteca inoltre sono disponibili alla consultazione una raccolta del Corriere della Sera che comprende i due conflitti mondiali e centinaia di volumi, prevalentemente d’arte.

Nel 2015 è diventata Casa Museo nel circuito Storie milanesi che riunisce 15 luoghi della città in cui hanno vissuto artisti, scrittori, designer che hanno dato un contributo artistico e culturale alla città. Tuttavia, la sua dimensione non si esaurisce nella conservazione: Casa Museo Spazio Tadini è sede di mostre ed eventi culturali ed ogni anno organizza una mostra in cui riunisce, intorno ad un unico tema, le opere del maestro e quelle di artisti contemporanei.Kirschenbaum a Casa Museo Spazio tadini

Tra i prossimi appuntamenti in programma figura la mostra fotografica Une île et un homme di Niccolò Kirschenbaum, a cura di Federica Capecchi (13 aprile 2024, h 19) ed in collaborazione con Opificio della Fotografia. L’esposizione offre uno sguardo sulla fragilità delle connessioni umane, sullo sfondo di una Sicilia solitaria, tra scorci di paesaggi marini e panorami urbani deserti.

Casa Museo Spazio Tadini si trova in via Niccolò Jommelli, 24 (Milano) ed è visitabile il Venerdì con ingresso libero dalle 15.30 alle 19.30 e tutti gli altri giorni su prenotazione e con visite guidate. Il sabato è possibile entrare senza prenotazione, con visita guidata alle 15.30 – alle 17.00 e alle 18.30. La durata della visita al museo e a tutte le mostre è di almeno un’ora.

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