Giulio Paolini in mostra a Napoli

Giulio Paolini torna a Napoli nella galleria di Alfonso Artiaco per la sua sesta personale intitolata Dall’Italia. In esposizione otto lavori, di cui sei realizzati per l’occasione, e alcuni collage.

I paesaggi e le vedute ospitati nella galleria si snodano lungo un percorso espositivo in cui dimensione realistica e metafisica, naturale e immaginaria coesistono felicemente.

L’artista dichiara a proposito dell’esposizione: “Da qualche tempo ho preferenza per temi e occasioni espositive in Italia. La progressiva dilatazione delle frontiere culturali, certamente utile alla conoscenza reciproca delle diverse esperienze è però un limite all’autentica corrispondenza di un’opera con la propria storia. Qui allora echi e memorie di autori, lontani parenti di questa mia nuova (o antica) stagione. Un petit-tour in sei stanze: un mondo meno vasto ma più prezioso”.

Giulio Paolini Artiaco 2024

Cuore fisico e simbolico della mostra è l’opera Firmamento (2024), un’installazione che si trova nella terza sala e che Giulio Paolini descrive così: “La scultura in gesso di una figura maschile rappresenta l’autore nell’atto di apporre la ‘sua’ firma (sostituendo al proprio nome quelli di tutti i ‘suoi’ autori) sulla moltitudine di fogli trasparenti collocati su alcuni leggii in equilibrio precario. La macchia di inchiostro, grumo di scrittura, accanto alla mano del disegnatore si addensa sul foglio e corrisponde alla somma dei nomi degli artisti evocati e frequentati dall’autore nel corso della sua lunga attività”.

Giulio Paolini Artiaco 2024

Nelle altre sale si alternano le teche con i frammenti di scritti, cieli e mari dell’opera Detto (non) fatto, (2010); l’omaggio a Filippo de Pisis intitolato A F. de P. (2023) che riproduce la Conchiglia (1933) di de Pisis, applicata su un foglio blu, attraversata da due linee che completano l’orizzonte, insieme ad una conchiglia vera, che allude al confronto tra realtà e rappresentazione.

Tra i collage figurano: L’enigma dell’ora (2024) in cui riquadri fra loro sfalsati e frammenti lacerati di riproduzioni fotografiche si compongono intorno al un particolare del dipinto di Giorgio de Chirico che dà il titolo all’opera e quello intitolato Et in Arcadia ego (2024) in cui il Tuffatore di Paestum si inabissa nella Pittura, a simboleggiare l’artista che, immerso nella materia dell’arte, individua nella creazione dell’opera la sua Arcadia.

Nella quinta sala l’opera Teogonia (1982-2024), è composta da un portadisegni con una tela rovesciata ed alcuni frammenti a soggetto cosmico: la “teogonia” ovvero la “nascita degli dei” viene trasfigurata nel mistero dell’origine del Tutto.

Nella sesta ed ultima sala, l’opera Fuori scena, (2024) è costituita da un collage a parete che riprende un particolare della sala stessa, in una sorta di prospettiva duplicata e da un antico mappamondo, che ci ricorda la contrapposizione tra la ripetizione fotografica dello spazio chiuso e la vastità senza confini del globo terrestre.

La mostra è visitabile fino al 20 aprile 2024 da Lunedì – Sabato 10.00 – 19.00 nella Galleria Alfonso Artiaco, Piazzetta Nilo n,7 80134 Napoli

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