Sonia Delaunay, pioniera dell’astrazione tra luce e colore

Sonia Delaunay, al secolo Sarah Terk, nasce a Odessa (in Ucraina) nel 1885 da una famiglia di umili origini. Dopo essere stata adottata da uno zio, cambia il proprio nome in Sonia.

Pittrice, designer e ceramista, ha rivoluzionato il panorama artistico del XX secolo. Studia arte a San Pietroburgo e Karlsruhe, quindi nel 1906 Sonia Delaunay si trasferisce a Parigi, città in pieno fermento artistico e culla delle Avanguardie artistiche del ‘900.

Nella capitale francese Delaunay viene attratta dalle opere di Paul Cézanne, Vincent van Gogh e Paul Gauguin, come mostrano i suoi primi lavori, incentrati su paesaggi e ritratti.

Nel 1910 Conosce il pittore Robert Delaunay, che diventa ben presto suo marito. Insieme a lui, Sonia fonda l’Orfismo, un movimento artistico che rifiuta la rappresentazione figurativa a favore di composizioni astratte basate su contrasti cromatici e ritmi dinamici e si basa sull’idea di un’armonia universale creata attraverso la musica del colore.

Comincia così l’esplorazione del potere evocativo del colore e della luce che la accompagnerà per tutta la vita e che darà vita a vere e proprie sinfonie visive, in cui colori pulsanti e le forme geometriche “danzano” in un ritmo vivace.

Appartengono al primo periodo dell’Orfismo opere come Ritmi, colori, movimento (1913), in cui forme circolari e triangolari si intersecano, immerse in una sinfonia di colori. La sua ricerca si estende anche al di là della pittura, abbracciando la creazione di arazzi, vestiti, scenografie teatrali e persino design di automobili.

Nel 1946, con Auguste Herbin, Jean Harp ed altri fonda il Salon des réalités nouvelles, erede del gruppo Abstraction-Création, di cui riprende la finalità di esporre unicamente opere di arte astratta.

Sonia Delaunay - Rhythm Colour no. 1076, 1939, Centre National des Arts Plastiques/Fonds National d’Art Contemporain, Paris, in prestito al Palais des Beaux-Arts de Lille, © Pracusa 2014083
Rhythm Colour no. 1076, 1939, Centre National des Arts Plastiques/Fonds National d’Art Contemporain, Paris, in prestito al Palais des Beaux-Arts de Lille, © Pracusa 2014083

La sua influenza si estende ad artisti come Fernand Léger e André Breton e contribuisce all’affermazione dell’arte astratta nel panorama artistico del XX secolo. La sperimentazione di tecniche e stili resta una cifra distintiva per tutta la sua carriera: ha creato opere monumentali, come la decorazione del Padiglione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1937 e ha collaborato con artisti e designer di fama internazionale.

Sonia Delaunay è stata la prima donna ad avere una retrospettiva (mentre era ancora in vita) al Louvre nel 1964 ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo contributo all’arte moderna. La sua influenza si è estesa ben oltre l’Orfismo, ispirando generazioni di artisti. Si è spenta a Parigi nel 1979, lasciando un’eredità artistica immensa e duratura. Tra i suoi lavori più noti: Composizioni simultanee (1913-1914), Ritmi caldi (1935), Il grande albero (1945), Robes simultanées (1922). Per Bolaffi Arte ha realizzato la copertina Euterpe del ciclo Le nove muse.

Nell’ottobre 2014 si è inaugurata una sua ampia retrospettiva al

 de Paris, con circa 400 opere, e nell’anno successivo la stessa esposizione è stata presentata alla Tate Gallery di Londra.

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